La mediazione familiare è un percorso volontario e riservato in cui i genitori che si stanno separando sono affiancati da un professionista neutro per trovare accordi condivisi. È un’alternativa al conflitto giudiziario, valorizzata dalla Riforma Cartabia.
La mediazione familiare: cos’è, come funziona e quando ricorrervi
Cos'è la mediazione familiare
La mediazione familiare rientra tra i procedimenti extragiudiziali di risoluzione delle controversie (ADR). È un percorso volontario in cui i genitori — con il supporto di un mediatore familiare specializzato — lavorano per trovare soluzioni condivise su affidamento, tempi di permanenza dei figli, spese e comunicazione tra adulti.
Il quadro normativo: il Decreto n. 151/2023
Dopo la Riforma Cartabia, il Decreto n. 151/2023 ha disciplinato in modo organico l’istituto della mediazione familiare e la figura professionale del mediatore familiare, definendo requisiti di formazione, deontologia e modalità operative.
Il ruolo del mediatore familiare
Il mediatore familiare opera in posizione di neutralità, imparzialità ed equidistanza tra le parti: non decide, non giudica, non consiglia. Facilita il dialogo, aiuta a identificare i bisogni di ciascuno e a trovare soluzioni concordate e durature.
Quando è utile la mediazione familiare
È particolarmente utile: nella fase iniziale della separazione, per costruire un accordo che eviti un lungo contenzioso; durante o dopo la separazione, quando emergono nuovi conflitti sull’affidamento o sulle spese; in tutti i casi in cui i genitori vogliono mantenere un rapporto collaborativo nell’interesse dei figli.
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