Quando la casa appartiene a terzi e viene concessa in comodato, la separazione crea un potenziale conflitto tra il diritto del comodante a rientrare nel possesso dell’immobile e il diritto del coniuge assegnatario a continuare ad abitarci con i figli.
Casa familiare e comodato: diritti e implicazioni giuridiche
Cos'è la casa familiare in comodato
Il comodato è il contratto con cui il comodante concede al comodatario l’uso di un bene mobile o immobile gratuitamente (artt. 1803 e ss. c.c.). Nel contesto familiare, la casa concessa dai suoceri o da altri terzi alla coppia crea una situazione giuridica complessa in caso di separazione.
L'assegnazione della casa in sede di separazione
Il giudice può assegnare la casa familiare al coniuge con cui i figli minori vivono in prevalenza, anche se la casa è in comodato da terzi. Il diritto del coniuge assegnatario può prevalere sulle ragioni del comodante, almeno per un certo periodo.
Il conflitto tra comodante e coniuge assegnatario
La Cassazione ha chiarito che il comodante che ha concesso l’immobile per uso familiare non può pretendere la restituzione durante la separazione se il provvedimento giudiziale ha assegnato la casa al coniuge convivente con i figli minori. Il diritto dei figli all’abitazione prevale.
Quando il comodante può riottenere l'immobile
Il comodante può chiedere la restituzione quando cessano le condizioni che avevano giustificato l’assegnazione: i figli raggiungono la maggiore età e lasciano l’abitazione, il coniuge assegnatario instaura una nuova convivenza stabile, o intervengono urgenti bisogni sopravvenuti del comodante.
Correlati