Locazione con il nuovo partner: quando si revoca l’assegno divorzile

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Un contratto di affitto cointestato tra l’ex moglie e il nuovo compagno può essere sufficiente a dimostrare una convivenza stabile assimilabile al matrimonio, con conseguente revoca dell’assegno divorzile.

Il caso: locazione cointestata come prova della convivenza

I giudici di appello avevano ritenuto provata la convivenza more uxorio proprio sulla base del contratto di locazione cointestato. La Cassazione ha condiviso il ragionamento, ritenendo che tale elemento dimostrasse un progetto di vita comune avente caratteristiche assimilabili a quelle di un matrimonio.

Convivenza more uxorio e perdita dell'assegno: i requisiti

Non qualsiasi frequentazione o coabitazione temporanea basta a revocare l’assegno: la convivenza deve essere caratterizzata da stabilità, reciprocità e da un progetto di vita condiviso. La cointestazione di un contratto di affitto è un indizio forte di questa stabilità.

Differenza con la semplice ospitalità

La Cassazione distingue tra vera convivenza — che giustifica la revoca — e semplice ospitalità temporanea, che non la giustifica. Ospitare il nuovo compagno per qualche mese in attesa della sua casa non integra una famiglia di fatto.

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