Quando i coniugi condividono un conto corrente, la legge presume che le somme depositate appartengano a entrambi in parti uguali. Ma questa presunzione non è assoluta: con prove adeguate, il coniuge che ha versato le somme può dimostrare di esserne l’unico proprietario.
Conto cointestato tra coniugi: presunzione di parità delle quote
La presunzione di parità ex art. 1854 c.c.
La Cassazione (n. 4838/2021) ha confermato che la cointestazione di un conto corrente attribuisce ai cointestatari la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi, sia nei confronti della banca che nei rapporti interni, con presunzione di contitolarità e parità di quote.
Come vincere la presunzione di parità
La presunzione può essere superata attraverso presunzioni semplici gravi, precise e concordanti. Ad esempio, se si dimostra che il saldo attivo deriva esclusivamente da versamenti di uno solo dei coniugi, l’altro non può avanzare diritti sul saldo nel rapporto interno.
Implicazioni nella separazione e nel divorzio
La questione è centrale nei procedimenti di separazione e divorzio. Chi intende rivendicare la proprietà esclusiva delle somme deve raccogliere documentazione (estratti conto, bonifici, stipendi) che dimostri la provenienza del denaro.
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