Quando l’identità genetica di un minore non corrisponde con quella del padre che lo ha riconosciuto, quale interesse deve prevalere: la verità biologica o la stabilità dei legami affettivi consolidati? La Cassazione ha risposto: prevale il favor minoris.
Paternità: il favor minoris prevale sul favor veritatis
Il contrasto tra verità biologica e identità familiare
Il caso (Cass. sez. I, ord. n. 30403/2021) vedeva protagonista un minore la cui identità genetica non corrispondeva a quella del soggetto che lo aveva riconosciuto come figlio. Si poneva il problema se l’impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità dovesse prevalere sulla stabilità del suo status.
La posizione della Cassazione: prevale il favor minoris
La Corte ha affermato che il bilanciamento tra favor veritatis — diritto all’identità personale fondato sulla verità biologica — e favor minoris — interesse alla stabilità dei rapporti familiari — va risolto privilegiando i legami affettivi e personali sviluppati nella famiglia, non necessariamente la verità genetica.
Implicazioni pratiche
Il principio tutela i minori da impugnazioni del riconoscimento che, pur fondate sulla verità biologica, possano destabilizzare il loro contesto familiare e affettivo. Il giudice deve sempre valutare in concreto l’interesse del minore.
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