La diagnosi tardiva di una neoplasia costituisce un errore medico inescusabile, che espone il professionista sanitario a responsabilità civile e penale. La tempestività diagnostica è un obbligo deontologico e giuridico, poiché dalla precocità dell’intervento dipende spesso la prognosi del paziente.
Errore medico: diagnosi tardiva di tumore e responsabilità del medico
La condanna per diagnosi tardiva: la sentenza n. 23252/2019
La Cassazione ha confermato la condanna di due medici per diagnosi tardiva di tumore al seno. I giudici hanno affermato che è inescusabile il comportamento del medico che, a fronte di sintomatologia sospetta, non indichi ulteriori esami e accertamenti, rinviando a un futuro indeterminato.
Il risarcimento del danno non patrimoniale
Ove sia configurabile una lesione di diritti della persona costituzionalmente protetti, vi è l’obbligo di risarcire il danno non patrimoniale, quale che sia la fonte della responsabilità — contrattuale o extracontrattuale. I contratti conclusi nel settore sanitario rientrano tra i cosiddetti contratti di protezione (Cass. S.U. n. 26972/2008).
Responsabilità del medico e della struttura sanitaria
La responsabilità per diagnosi tardiva può coinvolgere sia il singolo professionista, sia la struttura sanitaria. Il paziente o i suoi familiari hanno diritto al risarcimento del danno biologico, del danno morale e, nei casi più gravi, del danno da perdita di chance di sopravvivenza.
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